All'Etna

Or che il florido maggio i campi tiene,
E si destano al sol flagranze e canti,
Poggi nitido il capo alle serene
Di luce e di salute aure festanti.

Trescano ai piedi tuoi silfi e sirene;
Fremon dentro di te sofi e giganti;
E tu tranquillo di vermiglie arene
di colti e di boschi ampio t’ammanti.

Muto io ti guardo dal campestre nido,
Propizio all’arte e alle memorie care;
E azzurreggia lontano il mare immenso.

E se alle vostre picciolette gare,
agli odi vostri, alme rissose, io penso,
Piu che di sdegno, di pietà sorrido.

Mario Rapisardi

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